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Laurea quadriennale = laurea quinquennale

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Giulio Galluzzi
view post Posted on 25/1/2008, 01:39 Quote




secodo voi è giusto equiparare la laurea quadriennale (vecchio ordinamento) con la laurea quinquennale (nuovo ordinamento)?
attendo risposta, soprattutto da chi ha conluso l'università da qualche anno

Edited by Giulio Galluzzi - 25/1/2008, 01:38
 
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ricca85
view post Posted on 25/1/2008, 01:57 Quote




Io penso che sia giusto, anche se la modalità di acquisizione delle conoscenze è diversa: con il vecchio ordinamento si ha una conoscenza più profonda e specifica delle materie studiate. Con il nuovo(3+2) invece si approfondiscono meno gli argomenti, ma così facendo si da la possibilità di spaziare sdi più sia a livello cronologico che geografico.
Anche se sono un fautore del vecchio ordinamento(ma vittima del nuovo!) penso sia leggittimo equiparare i due titoli.
 
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Giulio Galluzzi
view post Posted on 25/1/2008, 02:20 Quote




Non credi che un anno in più sia comunque da valorizzare?, non credi che un anno in più di stress, tensione e studio, nonostante i limiti del nuovo ordinamento, sia comunque un gradino in più della quadriennale?
 
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Marco Amadei
view post Posted on 25/1/2008, 02:36 Quote




Io credo che nonostante siano passati ormai 7 anni dall'introduzione del nuovo ordinamento le cose non si siano ancora normalizzate.
Di base do ragione a ricca85, io come studente di V.O. mi sono sempre trovato di fronte programmi di esame piuttosto corposi da una parte e ma una limitata gamma di esami da poter scegliere dall'altra.
E' d'altra parte vero quello che dice Giulio: un anno in più non è acqua fresca, specie con esami spesso che hanno ancora in programma il retaggio dei vecchi programmi di V.O.
Concludendo voglio dire che secondo me sarebbe giusto equiparare le due lauree in un sistema di equivalenze ben studiate, ma che al momento attuale quello che esce è una situazione di riforma fatta in fretta e non debitamente tarata in rapporto a quello che deve essere un percorso formativo universitario.
 
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ricca85
view post Posted on 25/1/2008, 10:29 Quote




CITAZIONE (Giulio Galluzzi @ 25/1/2008, 01:20)
Non credi che un anno in più sia comunque da valorizzare?, non credi che un anno in più di stress, tensione e studio, nonostante i limiti del nuovo ordinamento, sia comunque un gradino in più della quadriennale?

Quoto quello che dite entrambe,ma penso che a parità di studio e di condizioni ambientali (n. di scavi, ore di tirocini,etc) uno studente del nuovo ordinamento faccia meno fatica di uno del vecchio a laurearsi e specializzarsi IN CORSO.
In altre parole, difficilmente uno studedente del vecchio ordinamento(anche se bravo) riusciva a laurearsi in 4 anni (la media era 5,se non 6 anni),mentre invece col nuovo ordinamento,anche se in maniera più frenetica,si riesce più facilmente a completare tutto il ciclo in 5 anni.

Per cui penso che ,a conti fatti,il vecchio ordinamento possa essere equiparato al nuovo, anche se come sottolinea Marco ,urgono equivalenze vere tra gli esami che compongono i vari curricula,con l'abolizione di questo stupido sistema di quantizzazione del tempo utile,che è il sistema dei crediti,che non tiene minimamente conto delle diverse capacità di apprendimento degli studenti.
 
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maja.gori
view post Posted on 25/1/2008, 12:08 Quote




intervengo partendo da un altro punto di vista: in germania la laurea italiana V.O. la considerano come equivalente a quella 3+2. è giusto che i titoli siano equiparati anche xchè non si può penalizzare una persona solamente perchè "nata prima" e quindi per forza di cose laureata V.O.
più che altro mi porrei la questione di come considerare la Specializzazione, che non trova equivalenti in Europa, perchè non è PhD ma nemmeno Master....ha senso continuare a mantenere in vita un corso di spec. che non trova il suo posto nell'ambito degli accordi di Bologna?
 
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Giulio Galluzzi
view post Posted on 25/1/2008, 13:02 Quote




Avendo, aimè, fatto il passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento ho potuto esperire le due realtà. Sicuramente la qualità di ogni singolo esame del V.O. puo essere equiparata a esami da 12 crediti del N.O., che tuttavia presenta numerosi esami da 4 cfu (crediti formativi universitari) assolutamente non paragonabili (alcuni esami da 4 cfu gli ho preparati in una settimana!!). Cio non toglie che mi sto facendo un anno in più per avere i medesimi riconoscimenti. Quello che dice Maja è la vera questione irrisolvibile, cioè chi è nato prima o ha finito con il V.O. non puo essere penalizzato ed è chiaro quindi che bisogna accettare l'equiparazione N.O. = V.O. Infine concordo pienamente con Ricca 85 circa la necessità di abolire il sistema dei crediti....forse dovremo iniziare a elaborare un modello alternativo, ad immaginarci una forumla universitaria nuova che superi le aberrazioni di questo ordinamento universitario e davvero prepari culturalemente e professionalmente l'archeologo, magari discutendone proprio in qusta sede.
Ciao

Edited by Giulio Galluzzi - 25/1/2008, 13:32
 
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Tommaso Magliaro
view post Posted on 25/1/2008, 14:16 Quote




Caro Giulio, concordo.
Purtroppo credo che uno dei veri problemi della nostra professione è proprio quello della sua partenza. LA FORMAZIONE.
Oggi le nostre università offrono dei modelli formativi che spesso e volentieri non hanno neanche una base comune.
Mi spiego meglio (almeno ci provo).
Un avvocato si forma a Milano, Firenze, Roma, Napoli o Palermo sempre nello stesso modo, dando gli stessi esami con dei programmi simili.
Diritto privato è diritto privato, non cambia da Reggio Calabria e Cagliari.
La loro formazione risulta per questo motivo omogenea e ben identificabile per i non addetti ai lavori.
La NOSTRA invece, non solo non è omogenea, ma troppo spesso non prevede ovunque quelle attività pratiche, come seminari o scavo, tanto per fare un esempio, complementari allo teoria dei libri.
Dico tutto questo per cogliere quella che da parte tua mi è sembrata una proposta:
CITAZIONE (Giulio Galluzzi @ 25/1/2008, 12:02)
forse dovremo iniziare a elaborare un modello alternativo ad immaginarci una forumla universitaria nuova che superi le aberrazioni di questo ordinamento universitario e davvero prepari culturalemente e professionalmente l'archeologo

Elaboriamolo, studiamo un modo per evitare che lo studio e la cultura vengano paragonati ai bollini della spesa con la logica, che personalmente trovo malata, dei cfu
 
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federica galiffa
view post Posted on 25/1/2008, 16:24 Quote




vorrei intervenire anche io...parto dalla premessa che io mi sono immatricolata l'anno che è entrato in vigore il N.O., cioè 7 anni fa!!!e sono laureata da luglio alla triennale (o laureetta, come la chiamano i più,o anche dottorino...vi garantisco che è frustrante!)...ciò equivale, ovviamente, a dire che invece di tre anni ne ho impiegati ben sei!!!...la nostra laurea (archeologia) è una laurea particolare, nel senso che è richiesta anche una quantomeno minima parte pratica che come tutti sappiamo nella maggior parte dei casi non è conciliabile con "il fare esami!" (almeno a me è capitato di passare almeno due mesi su uno scavo, mesi in cui nella mia università magari c'erano gli esami!!! guardate per esempio mesi estivi!) ora questo è solo uno dei problemi...tra gli altri innumerevoli anche l'annossimo problema dei programmi delle varie materie, parlo per esempio del mio caso specifico, io mi sono ritrovata delle materie che mi sarebbe piaciuto molto approfondire (altrimenti avrei scelto un altra facoltà!) ma non ne ho il tempo materiale perchè dato che alla triennale ho dovuto fare 32 esami (...e alla specialistica ne dovrò fare 19!) dovevo decidere tra l'approfondire o farli nel più breve tempo possibile...risultato esami preparati in fretta,perchè la frenesia è la caratteristica essenziale del N.O., passato l'esame magari anche con ottimi voti ma trascorso un mese rimosso quasi tutto,pronti a preparare il prossimo, capitano anche materie del tutto diverese...ma è questo che oggi ci deve offrire l'università?allora la scelta è impiegarci più tempo ma magari avere una preparazione maggiore, dobbiamo farlo da soli perchè l'università non può più offrircela con i corsi ormai di trenta ore, oppure sbrigarci e avere una preparazione non equiparabile a quella del vechio ordinamento purtroppo...altro problema enorme triennale in un'università specialistica in un'alta....non vi dico quanti problemi burocratici...infiniti!....questi sono solo alcuni spunti con cui io mio malgrado mi sono trovata a combattere dal tempo ormai lontano della mia immatricolazione...credo di non essere riuscita a spiegarmi benissimo ma quello che vorrei dire in sostanza è che è giusto che siano equiparate, d'altra parte non è colpa nostra essere nati dopo e aver dovuto subire il nuovo ordinamento, ma il livello, almeno da quello che ho visto è sceso di molto, e adesso se vogliamo avere un buona preparazione dobbiamo arrangiarci da soli, e magari impiegarci più tempo...le spese di tutto questo purtroppo le facciamo noi poveretti capitati al nuovo ordinamento ma con la voglia di studiare e di fare una cosa perchè l'abbiamo scelta anche con un briciolo di passione!... spero che avrete la pazienza di leggere il mio praticamente "tema" e di offrire nuovi spunti su cui dicutere.
credo comunque che il problema essenziale sia la riforma e la mancanza totale di un sistema di equivalenze non solo tra gli esami vecchio e nuovo ordinamento ma anche tra le diverse facoltà, cioè la differenza che c'è tra tutte le facoltà classe 13 e 2s nei vari luoghi d'Itlalia (cioè parlo almeno di esami obbligatori)!...
 
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maja.gori
view post Posted on 25/1/2008, 16:37 Quote




sono d'accordo con Tommaso. A mio parere è urgente un confronto fra le parti in causa che possa portare ad una modifica sostanziale del sistema formativo di noi archeologi, con finalità ed obbiettivi reali e tangibil, come l'inserimento nel mondo del lavoro, dal cantiere alla ricerca, e lo sviluppo sostenibile delle nostre risorse culturali.
L'esperienza all'estero che sto facendo si sta rivelando molto importante anche in questo senso, dalla germania, alla grecia, alla francia e all'olanda stò cercando di capire come funziona, e in che misura i vari sistemi sono paragonabili fra loro e a quello italiano. Per ora purtroppo la mia visione è abbastanza parziale e si limità ad un ambito abbastanza ristretto, ma spero di riuscire il prima possibile ad aggiornarvi in merito e ad avviare una riflessione e un dibattito su questo tema.
 
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ricca85
view post Posted on 26/1/2008, 03:35 Quote




Io vorrei aggiungere a questa discussione un paio di punti che mi stanno a cuore:

1)Secondo me,in un eventuale Nuovissimo Ordinanamento si dovrebbe continuare a mantenere una distinzione tra esami caratterizzanti ed esami complementari, per evitare quello che succedeva col vecchio ordinamento: ovvero che ogni professore (che fosse di archeologia classica,di geografia o di geofisica applicata) pretendeva che si studiasse come se si dovesse ,in futuro, diventare professori di quella materia X (con il risultato che un aspirante archeologo perdeva,per esempio,6 mesi della propria vita per diventare un esperto di linguistica italiana o semiotica ).

2)Fissati degli esami obbligatori, si dovrebbero poi creare una pluralità di percorsi diversi ,per far si chè chi è interessato ad una attività di cantiere(come me...e molti di voi,a come mi pare di capire) può approfondire veramente bene la parte pratica, ma consentendo anche, a chi lo desidera,di intrapendere un percorso più "storico-artistico". Perchè ci sono tantissimi studenti a cui non interessa veramente nulla degli scavi(siano essi della metro,o dell'acea,etc) ma si dedicano ad attività di studio (con finalità altrettanto nobili)ed a cui,forse a torto,non interessano le metodologie di scavo(vedi epigrafisti,iconografi,etc).
Si deve cioè evitare,a mio modestissimo parere, di enfatizzare l'aspetto pratico dell'archeologia,dimenticando chi ha altro tipo di interessi.

3)Far si che la frequenza alle lezioni sia veramente utile,evitando di perdere mezze giornate per sentire torpiloqui inutili di professori impolverati. Solo in questo caso sarebbe lecita quindi,l'aggiunta di programma per chi , per vari motivi(lavoro,etc)non PUO' frequentare le lezioni.

4)Valorizzare un approccio diretto al territorio,magari rendendo obbligatorie un tot di uscite e visite guidate ,con l'aiuto dei sempre disponibili assistenti universitari.(mi direte...le visite puoi farle da solo..bhè,un gruppo di studiosi di psicologia dell'apprendimento ha dimostrato che l'approccio diretto con guida in carne ed ossa è quello più produttivo in assoluto :-) )

Mi scuso se quello che ho scritto può sembrare banale a gente avanti con gli studi o con il lavoro,ma questi sono alcuni dei problemi percepiti da tanti studenti(amici,conoscenti,etc),di cui penso di potermi fare portavoce.

 
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Tommaso Magliaro
view post Posted on 26/1/2008, 14:49 Quote




Caro Riccardo,
prima di tutto ti saluto e ti ringrazio dell'intervento.
Secondo invita i tuoi amici ad esprimere la loro opinione in questa sede, non per mancanza di fiducia nella tua bravura nel fare da portavoce, ma credo che una discussione a cui partecipano, garbatamente e con rispetto, molte persone, sia uno strumento veramente utile alla crescita di tutti, sia dal punto di vista personale, che lavorativo/professionale.
Avevo cominciato a rispondere al tuo messaggio, ma mi veniva un post troppo lungo e con troppi punti trattati cosicchè ho pensato di aprire una nuova discusione per risponderti.

 
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Fabrizio danieli
view post Posted on 29/1/2008, 18:10 Quote




All'inizio dell'esperienza di questo "sfortunato" governo Walter Tocci, allora responsabile per l'università e la ricerca dei DS, aveva proposto un libro bianco per individuare i problemi della riforma dei crediti. Le sue dimissioni per protesta, che non ho condiviso, hanno bloccato tutto, complice la vita travagliata del governo. Si dovrebbe partire da li, il confronto tra le parti citato da alcuni passa per quell'idea. Comunque il sistema dei crediti in toto andrebbe superato secondo me e l'istituzione delle lauree triennali limitata alle materie in cui ha senso farla. In più la formazione deve tornare ad essere quella del V.O. con delle importanti integrazioni sul piano della pratica, come già detto da qualcuno, e sul piano della formazione stessa. L'utilizzo delle nuove tecnologie deve entrare di prepotenza nella formazione archeologica. Ormai non si può più prescindere dall'utilizzo di strumenti tecnologici. Fatto questo bisogna trovare sponsor politici che spingano per una regolamentazione legislativa del settore archeologico, senza quella possiamo essere i più formati d'europa, ma continuiamo a non esistere. E poi c'è la questione degli standard nazionali che secondo me va sostenuta, anzi proposta visto che non l'ha proposta nessuno. Tutti i concorsi di dottorato e per la scuola di specializzazione devono essere uguali in tutta Italia, ma questa è un'altra storia.
 
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Febos
view post Posted on 30/1/2008, 20:21 Quote




salve a tutti ragazzi..questa è una discussione che mi interessa molto dato che sono uno studente al2anno della triennale e mi trovo molto daccordo sia cn maja che cn galiffa....penso anche io che nn si possano penalizzare coloro che si sono laureati cn l'uno o l'altro ordinamento dato che questa divisione nn dipende in realtà da loro stessi. Una cosa però volevo precisare anche se in qualche modo ne ha gia parlato galiffa....è un pò di tempo che mi pongo molte domande sulla validita o meno della laurea triennale cosi come viene organizzata (almeno parlo per la Sapienza in cui studio) io nn so come funzionasse la formazione cn il vecchio ordinamento ma sta di fatto che tutti e dico tutti coloro che cm me si trovano cn il nuovo ordinamento a fare una miriade di esami,il piu delle volte cn bibliografie del V.O.sebbene abbiano un valore (in cfu) minore,sanno pochissimo di ciò che viene loro insegnato ( a differenza del lato pratico del lavoro di cantiere che per ovvi motivi resta molto piu impressa). In un momento in cui le lauree sn svalutate sul mondo lavorativo perche svalutarle anche durante la formazione??questo lo dico cn un pò di rabbia a dire il vero perche ho scelto cn passione questa facolta ma ogni volta che ci si prepara per esami cn una tale fretta,senza approfondimenti, in maniera cosi superficilae basta poi qualche settimana dopo l'esame che si scorda tutto ma proprio tutto.Questo nonostante magari si prendano buone votazioni a questi benedetti esami ma poi nn resta nulla si esce cn poche conoscenze in piu rispetto a quelle cn cui si entra...so che forse è una frase un pò dura e mi dispiace dirla ma mi rendo conto che sia cosi ed è una impressione che abbiamo tutti in facolta.Cn uno sguardo piu lungimirante verrebbe da chiedersi: la laurea in archeologia forma archeologi o operai(addetti allo scavo)?magari cn il V.O si studiavano meno discipline...si aveva magari meno possibilità di scelta ma ora che tutto questo c'è va a discapito del livello di formazione e questo è dovuto sia al sistema triennale pieno e vuoto al contempo (pieno di teoria e vuoto di contenuti che si fissano sulla memoria)ed in parte ad alcuni professori che nn so proprio spiegarmi perche ma sembra che svalutino enormemente il proprio mestiere(anche se sulle motivazioni nn mi va di parlare altrimenti andrei fuori dal post). La cosa che mi infastidisce è che magari cn il vecchio ordinamento si usciva cn informazioni che oramai erano parte del bagaglio di ogni archeologo in modo piu o meno uguale.....ora mancano proprio le basi della conoscenza....al 3 anno ci sn persone che nn sanno distinguere le parti che compongono un templio o distinguere i tipi di muratura romana.....insomma cose che penso si dovrebbero sapere cm l'ave maria(ihih)e questo sia perche come dicevo si studia in poco tempo solo in vista dell'esame incomebente e poi si rimuove tutto, sia perche c'è una tale scelta di moduli diversi che ci si potrebbe laureare dando moduli farlocchi (ad es. moduli che trattano di storia romana ma solo di un secolo di storia romana o di un solo imperatore e dopo secondo voi posso dire di sapere la storia romana?????)è una situazione che detesto perche ti dà l'impressione di aver solo sprecato tempo....nn so se mi sono spiegato....scusare se sn stato un pò confuso ma sono cosi tante le cose che avrei voluto dire che nn si potevano riassumere in poco......mi piacerebbe sapere cosa ne pensate ciao
 
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Giulio Galluzzi
view post Posted on 31/1/2008, 01:43 Quote




CIAO FEBOS
condivido tutto quello che dici sulla qualità della triennale, infatti secondo me dovrebbe essere abolita; a questo punto si faccia un ciclo unico a numero chiuso, con esami obbligatori e vincolanti per ogni anno (ne ho gia parlato in modo più approfondito sul post "la formazione dell'archeologo" se ti interessa) e buttare al cesso sta cag**a dei crediti!!...inoltre nella nostra facoltà (scienze umanistiche, La Sapienza) sono gemmate una miriade di cattedre dopo la riforma con insegnamenti assolutamente ridicoli (uno fra tanti: metrologia classica!) che hanno abbassato in modo vergognoso la qualità della formazione.
Forse dovremo cominciare a fare un po di pulizia, e cominciare ad indicare quali sono gli insegnamenti e i professori seri, cui fare pubblicità su questo forum (mi riferisco soprattutto alla Spienza, perchè da noi è prorprio tragica, ma mi piacerebbe sapere se anche in altre università è stato altrettanto doloroso il passaggio).... inoltre mi auguro si possa sbloccare quella proposta di libro bianco per individuare i problemi della riforma (come indicava Fabrizio nel suo post e che mi piacerebbe apprfondisse con noi), magari proponendone una disamina in sede CIA per vedere che si puo fare....

Edited by Marco Amadei - 1/2/2008, 21:39
 
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